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L’agricoltura in Valle d’Aosta ha ormai completato quella fase di revisione ed ammodernamento che ha portato, da un’economia rurale di tipo autarchico, ad un’economia agricola specializzata in prodotti ad alto contenuto qualitativo.

L’aspetto principale dell’agricoltura regionale è dato dall’allevamento di bovini, che attualmente sono circa 47.000 di cui circa 17.000 sono mucche da latte. A fronte di questa dotazione di latte proprio, la Valle d’Aosta ha sviluppato una propria industria casearia, il cui prodotto più conosciuto è il formaggio a denominazione d’origine protetta: “Fontina”, che recentemente è stato anche riconosciuto a livello europeo.

A livello regionale vengono prodotte ogni anno circa 270.000 forme del peso minimo di 8 chilogrammi l’una, che vengono singolarmente verificate e marchiata dal “Consorzio produttori fontina della Valle d’Aosta”.
Della superficie regionale considerata produttiva, il 55% circa è costituito da foreste, mentre la restante parte è formata da prati e pascoli.

I prodotti dell’agricoltura regionale sono quelli tipici delle zone montane, principalmente: segale, patate, mele e pere.

Sono coltivati a frutteto, quasi interamente dedicato a mele e pere circa 600 ettari della vallata centrale, suddivise in alcune varietà tipiche di montagna, tra cui: “reinette”, “golden” e “starking”.

Un settore altamente specializzato, anche se non sotto il profilo quantitativo, è quello della viticoltura, che è riuscito a qualificare la propria produzione con vini a denominazione d’origine controllata conosciuti nel mondo intero.

Sono inoltre presenti sul territorio valdostano circa 700 apicoltori che con una media di 10-12 arnie cadauno, producono circa 1.250 chilogrammi di miele su base annua. Tipicamente il miele valdostano è suddiviso in tre categorie: millefiori, castagno e rododendro.

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